In sanscrito conoscenza, i Veda sono i testi sacri per eccellenza, i più antichi e sublimi del globo, pura poesia per lo Spirito, un sapere senza tempo che nessuno rivendica, fiorito grazie ad anonimi pionieri dell`inconoscibile che osarono avventurarsi nel profondo della coscienza in cerca della Fiamma Divina racchiusa in ogni uomo.
Tutte le creature nascono dal cibo, inteso come alimento materiale e spirituale, in un continuo rito di sacrificio universale dell'Essere per la loro vita.
Nella sua suprema significazione, la fame di cibo non è "fame" di questo o di quello, ma fame di armonia, cioè di Unità.
Un breve trattato di metafisica realizzativa che presenta quindici passi tramite cui raggiungere la Conoscenza-Realizzazione sulla Via del Vedanta Advaita, la Via del senza sostegno (Asparsavada).
Un libro unico che consente di avvicinarsi alla filosofia del Vedanta non-dualistico, l’Advaita Vedanta. Conoscendo la propria anima, l’uomo giungerà a considerarsi un’entità spirituale il cui corpo materiale deve seguire un fine spirituale: percorrere il sentiero dell’altruismo, dell’Amore, della pace.
La Gita costituisce con le Upanishad e il Brahma Sutra il cosiddetto triplice canone dell'ortodossia hindu. È un'opera in versi, di alto valore letterario e filosofico, inserita, in un'epoca imprecisata, nel grande poema epico indiano Mahabharata.
Un mezzo prezioso per raggiungere l'illuminazione, esponendo l’arte che, anche negli atti quotidiani della vita pratica, consente di conciliare le opposte tendenze, indirizzando così gli esseri umani verso una costante evoluzione.
Il dialogo profondo tra Sri Krisna, la Persona Suprema, e Arjuna, suo discepolo, sul campo di battaglia di Kuruksetra, che conduce ad un'esistenza sublime libera dal karma e dalle umane sofferenze, a contatto col Divino presente in ogni essere dell'Universo.
La Gita, con le Upanisad classiche e il Brahmasutra, costituisce la triplice scienza del Vedanta. L'opera coordina e codifica i vari sentieri yoga, ma contiene soprattutto un insegnamento d'iniziazione per lo ksatriya, o via di azione iniziatica.
Il Brahmasūtra è una delle "fonti" del Vedanta insieme alle Upanisad e alla Bhagavadgita. L'autore, Bādarāyana, prende in esame i passi più significativi delle Upanisad con l'intento di mostare come un motivo conduttore unico le pervada.
Il Brahmasutra è una delle "fonti" del Vedanta insieme alle Upanisad e alla Bhagavadgita. Sankara lo ha commentato dalla prospettiva Advaita, essenzialmente metafisica, e le apparenti contraddizioni che emergono tra le affermazioni delle Upanisad, scompaiono per svelare l'intrinseca unità della visione upanisadica della Realtà.
Le Upanisad sono parte integrante dei Veda e costituiscono il Vedanta stesso nella sua essenza. Raphael ne dilucida i vari punti inquadrandoli ed estendendoli nel contesto dell'insegnamento tradizionale fornendo così al lettore la chiave per comprendere il loro linguaggio simbolico, figurato e analogico.
L'espressivo racconto della giovinezza, dell'iniziazione e della funzione dell'attuale Sankaracarya di Sringeri, sede di uno dei monasteri-matha fondati da Sankara.
Una necessaria introduzione ai testi del Vedanta, soprattutto quello Advaita. I 46 sutra sono commentati da Raphael che si sofferma sulla dottrina Advaita esponendone i capisaldi inerenti al testo con raffronti all'insegnamento di Plotino.
Scopo di questo glossario di termini filosofici sanscriti è quello di presentare al lettore non specializzato una serie di parole che si trovano nelle opere indiane di filosofia e spiritualità. Il nucleo del libro, che comprende più di 3.500 termini, è costituito da parole che dilucidano i concetti base del Vedanta e dello stesso Induismo.
La ricca eredità culturale e spirituale dell’India è incarnata da tre antiche scritture: i Veda, le Upanishad e i Purana, che accompagnano tutti gli aspetti della vita umana, sacri e secolari, e anticamente l’unico accesso che le masse avevano alla conoscenza.
Le origini del sacrificio vedico, al di là dell’immagine levigata che di esso ci presentano gli antichi teorici indiani, che fa riaffiorare un mondo guerriero, violento e competitivo, in cui il «gioco» del sacrificio era intimamente connesso al «dilemma della vita e della morte».
Il Nyaya Sutra è il testo basilare del Nyaya, uno dei sei darsana brahmanici. Questo trattato di logica indiana, il cui equivalente occidentale per importanza e contenuto è l'Organon di Aristotele, consta di cinque libri, ciascuno dei quali è suddiviso in due capitoli, per un totale di 528 sutra.
Una risposta profondamente filosofica e metafisica al problema del Dualismo e del Monismo alla luce dell'Ajativada (Dottrina della non-generazione) di Gaudapada e dell'Advaitavada (Dottrina della non-dualità) di Sankara.
Desjardins risponde in un insieme organico alle questioni più frequenti sulla tradizione vedantica: la realizzazione del Sé, il funzionamento del mentale, la dinamica del desiderio, il raggiungimento della felicità, la definizione del concetto di realtà, il rapporto tra maestro e discepolo.