Alchimia, termine dalle origini controverse, da molti ritenuta l`impossibile pratica magica di trasmutare i vili metalli in oro, è in realtà un`antica metafora che descrive il lavoro spirituale della trasformazione del metallo volgare di una persona sbilanciata e disorganica nell`oro di un essere illuminato.
Attraverso questo processo, la persona prende parte alla sua stessa metamorfosi e si risveglia alla conoscenza del suo ruolo di divino co-creatore del mondo.
La Pietra Filosofale degli alchimisti, eterna ricerca dell`uomo, diviene quindi il simbolo dell`illuminazione interiore da ottenere in un lento e doloroso processo di raffinazione interiore.
La magia sessuale costituisce la dottrina più segreta della filosofia occulta, ma il suo scopo è quello di pervenire a quell'Amore Spirituale nel quale si realizza la fusione di due anime gemelle che sono giunte all'esistenza provenendo dalla stessa fonte di vita celeste: l'unificazione di un essere unico che è stato separato.
L'Alchimia è un'arte ed una scienza per l'espansione della mente, vista come l'insieme di tre centri sottili: energetico, emozionale, psichico. Se la mente si espande fino ad entrare in sinergia con il Campo Mentale Universale, fino ad integrarsi con l'Assoluto, può realizzarsi l'ipotesi di lavoro dell'alchimista: la sopravvivenza dopo la morte".
La figura di Fabio Chigi, salito sul soglio pontificio con il nome di Alessandro VII nel 1655, amante dell'Alchimia e delle scienze naturali - in stretto contatto con Athanasius Kircher - che diede grande impulso alla vita culturale e accademica del tempo e che s'impegnò nella ricostruzione e nell'abbellimento della città.
L'autore rivitalizza il senso della fiaba, intesa come rappresentazione delle strutture profonde dell’Universo, propone un’esegesi chimica (alchemica) di alcune delle fiabe più famose, da Biancaneve a Cappuccetto Rosso, a Cenerentola, e ne svela i significati perduti collegati all’estrazione e lavorazione dei metalli.
L'autore, ricercatore indipendente che opera in laboratorio da diversi anni, ha il merito di associare per la prima volta L'Alchimia della Grande Opera alla Spagiria medica di Paracelso, che a suo tempo riuscì a trasferire fedelmente le teorie alchemiche in ambito terapeutico.
La prospettiva alchemica è stata direttamente collegata all’acquisizione del “corpo aureo” o di “diamante”, che è anche lo scopo di alcune tecniche iniziatiche. In tal senso l’autore considera l’Alchimia indiana come strettamente legata all’arte della lunga vita praticata da sempre dagli asceti.
La trattazione si dipana sul filo dell`analogia, svelandone cioè l`uso, ed esaminando i punti cardinali della pratica ermetica: i tesori simbolici e le chiavi celate nella ricca figurazione alchemica, i fondamenti della Cabala e della geometria, le essenziali nozioni dell`Astrologia.
Le basi della Spagirica Vegetale, che ripercorre la tradizione ermetica e alchemica. Si può scoprire così un mondo meraviglioso, denso di analogie e collegamenti che uniscono microcosmo e macrocosmo, Astrologia e scienze tradizionali con i più recenti trovati della chimica moderna e con i farmaci della nostra epoca.
Scienza Tradizionale fra le più antiche, l'Alchimia ha indossato nei secoli vesti greche e romane, arabe e bizantine, ebraiche e cristiane, arricchendole d'uno sfolgorante manto d'immagini e simboli, miti e leggende, mantenendo al contempo gelosamente vivo il proprio scrigno di segreti e pratiche.
Il libro è nato da anni di lavoro sull’Alchimia, per Gebelein scienza integrale, e di certo non mancano studi sulla sua storia ma l'approccio dell'autore è nuovo rispetto agli studi critico-storici del passato, i quali non tenevano in debito conto gli alchimisti del XX secolo.
Frutto di oltre dieci anni di intense ricerche, l’opera offre una grandiosa e accurata analisi del lavoro svolto dagli alchimisti medievali, il cosiddetto Opus Alchymicum, dal suo caotico inizio fino alla trionfale apoteosi solare che lo conclude.
Un' opera monumentale in cui l'indagine si affianca ai testi, qui presentati al lettore per la prima volta. Un itinerario storico e culturale tanto avvincente quanto inedito.
Per la prima volta tradotto e pubblicato in italiano, è un testo anonimo, stampato a Lione nel 1680 ed è composto da due piccoli trattati in latino sulla Pietra Filosofale: Minera Philosophorum e Radius ab Umbra, con l'aggiunta di un Dialogo fra Maestro e Discepolo in cui, a detta dell'autore, è descritta l'Opera dal principio alla fine.
Presenti in tutti i materiali naturali e nascoste, ma non troppo, alcune figure, attirano la nostra attenzione. Note fin da epoche lontane con il nome di Gamahes, sembrano avere un senso compiuto e mostrano suggestive attinenze con antichi testi, riferiti all’Arte Alchemica operativa.
Alle fonti del pensiero alchemico, alla ricerca delle idee che hanno dato origine alla pratica alchemica, il riperpetuarsi delle pratiche teurgiche attraverso miti e riti antichissimi connessi all’idea di trasformazione.
Epigrammi alchemici tesi a collegare il mito all'Alchimia e, con essa, spiegarlo svelandolo. L'autore, disincantato lettore di miti, ne intravede il possibile velame alchemico, trasformando la mitologia greca una "metafora in divenire" che permetta una decifrazione reciproca alle tappe dell' "Opera alchemica".
Non un manuale di Alchimia pratica, né la summa di questa disciplina, piuttosto una semplice guida per chi desidera avvicinarsi tranquillamente all’Alchimia spirituale, che utilizza come materia prima il nostro Io ed ha come scopo il miglioramento delle nostre vite future.