Lo Zen, abbreviazione del giapponese zenna e traslitterazione del termine sanscrito dhyana (meditazione, contemplazione), prese vita in Cina nel VI sec. d.C. grazie al saggio Bodhidarma, che introdusse per primo il Buddhismo Ch`an, un insegnamento privo di dogmi costrittivi stabiliti subito dopo la morte del Buddha.
Lo Zen, una pratica semplice e diretta in cui non v`è nulla da raggiungere, mira soltanto a conseguire l`illuminazione (satori) tramite l`intuizione profonda nel presente, poichè soltanto nel qui e ora la mente intuitiva si libera identificandosi con la Mente Universale.
Durante l`illuminazione l`individuo ritorna alla propria origine, al realtà ultima, il Vuoto pieno di potenzialità che tutto comprende. Perciò, il compito supremo di ogni uomo, consiste nell`investigare la propria Vera Natura e, quindi, la natura di tutta l`esistenza.
A tal scopo, utile è la meditazione zen (zazen) o il contatto con un maestro in grado scardinare la mente razionale del discepolo tramite rapidi e potenti koan, domande paradossali senza significato, il più famoso dei quali è: "Qual`era il tuo volto prima della nascita di tuo padre e tua madre?".
Un libro scritto utilizzando il linguaggio semplice e immediato della favola per far conoscere ai bambini i più importanti insegnamenti della cultura orientale, rivisitati con un linguaggio per loro comprensibile e reinseriti in un contesto culturale più vicino alla loro realtà di vita.
Lo zazen uno stato, non un mezzo. Non c'è nulla in cui credere, nulla da aspettarsi, eppure questa semplice pratica del tornare continuamente alla postura corretta, abbandonando i pensieri via via che si manifestano, ci fa assaporare la vera natura della vita, il Sé Universale che costituisce il nostro essere.
All'inizio del VI secolo Bodhidharma abbandonò l'India viaggiando verso la Cina, nel lungo periodo ivi trascorso ebbe solo tre allievi, che diffusero il suo insegnamento in tutto il paese. Il suo approccio al risveglio e all'illuminazione prese il nome di filosofia Ch'an, che successivamente arrivò in Giappone con il nome di Zen.
Essere presenti alla vita quotidiana con attenzione e consapevolezza. Questo il segreto, sorprendentemente semplice, della vita spirituale: il mondo intero diviene il nostro maestro, ci risvegliamo alla sacralità della vita e siamo colmi naturalmente di compassione per tutti gli esseri.
La tecnica di meditazione sviluppata dall'antica tradizione giapponese dello Zen non rappresenta solo una via all'illuminazione mistica, ma anche una forma semplice e rigorosa di addestramento del corpo e della mente che ci mette in sana relazione con la realtà concreta della nostra vita, qui e ora.
L’opera riunisce l’essenziale delle domande poste dai discepoli al maestro nel corso di quattordici anni della sua missione in Europa, e le risposte di Deshimaru costituiscono nel loro insieme un’eccellente introduzione alla pratica e alla filosofia dello Zen.
La caratteristica principale dell'insegnamento di zra Bayda è l’insistenza sulla consapevolezza, l’essere semplicemente con la vita così com’è, e l’utilizzo di tecniche semplici quanto efficaci per portare veramente la pratica nella vita quotidiana, imparando a spogliarsi delle convinzioni radicate che, come filtri…
L'autore ribadisce la necessità di coniugare l’eredità dell’Oriente con i conseguimenti della filosofia e della psicoanalisi occidentali, spaziando dai grandi maestri zen del passato a Socrate, Platone, Hume, Wittgenstein e Freud, nella certezza che la verità assoluta non sia appannaggio di nessun credo e nessuna cultura.
Il libro ci conduce in modo semplice e diretto all`essenza della meditazione. Si tratta di una serie di discorsi in cui Osho commenta il Canto della meditazione, un breve testo di Hakuin, maestro zen del XVIII secolo.
Applicando gli insegnamenti alla vita quotidiana, Thich Nhat Hanh mostra come sia possibile rallentare il nostro ritmo frenetico entrando in contatto con il nostro respiro per giungere a una vita serena e sana.
I rapporti tra lo Zen e la vita quotidiana, e dunque del comportamento umano alla luce degli elementi che solo una pratica assidua dello Zazen può fornire.
Lo zazen, pratica meditativa fondamentale dello Zen e la psicologia del profondo, la filosofia buddhista al vaglio della critica psicologica, i Maestri del Buddhismo e il pensiero di Jung, un affascinante confronto tra l'Oriente e l'Occidente.
Lo Zen è semplicemente Zen. È unico nel senso che è il fenomeno più ordinario e tuttavia il più straordinario mai accaduto alla consapevolezza umana. Non crede nella mente, è totale accettazione dell`esistenza ordinaria senza alcun desiderio di un qualunque mondo trascendente.
Caratteristica dello Zen Rinzai è la pratica dei koan, enigmi all'apparenza logicamente irresolubili.
Tuttavia resterà pur sempre da sciogliere il più inestricabile dei koan: la vita stessa, il senso della nostra presenza sulla terra, il significato del nostro operare.
Shonan-katto-roku è il titolo originale di questa antica e rara raccolta di koan, compilata nel 1543. Questi cento enigmi, custoditi per secoli con segretezza reverenziale, documentano le prime manifestazioni dello Zen puro in Giappone, portato dai maestri cinesi.
Il libro trasmette direttamente l’insegnamento orale di un grande maestro zen vivente, un insegnamento veramente concreto che mira alla trasformazione psicofisiologica dell’individuo.
Una serie di pensieri che riguardano sogni, avversità, creatività e molte altre dimensioni dell'umano che come granelli di sabbia introdotti nelle ostriche perlifere danno luogo a preziose e bellisime sfere. Frasi-contenitore, forse all'apparenza banali, ma proprio per questo stimolanti da riempire con i propri concetti mentali.
Tratto dai discorsi che Suzuki-roshi teneva ai propri studenti zen, questo libro è l’unica testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l’intimo significato dello Zen.