La madre di Krishnamurti era una fedele induista, particolarmente devota a Krishna, una delle incarnazioni di Visnù, ottavo nato della sua famiglia. Chiamò perciò Krishnamurti (Krishna in Terra) il suo ottavo figlio, nato a Madanapalle, tra Madras e Bangalore, l`undici maggio 1895.
Nel 1909, ancora bambino, fu notato da C.W. Leadbeater in India, sulla spiaggia privata della sede della Società Teosofica (un movimento areligioso fondato nel 1875 dall`americano Henry Olcott e dall`occultista russa Helena Petrovna Blavatsky) di Adyar, un sobborgo di Chennainel Tamil Nadu.
Krishnamurti teneva conferenze ai membri dell`Ordine della Stella, organizzazione fondata nel 1911 con l`intento di preparare l`avvento del "Maestro del Mondo", Maitreya, ordine al quale era stato messo a capo appena sedicenne dal suo tutore legale Annie Besant, divenuta Presidente della Società Teosofica dopo la morte della Blavatsky.
Molto presto cominciò a mettere in discussione i metodi teosofici sviluppando un suo pensiero indipendente. Il giovane Krishnamurti fu sottoposto ad una serie di "iniziazioni" che gli causarono una grave crisi psicologica dalla quale riuscì a venir fuori nel 1922 a Ojai Valley, California, in seguito ad una straordinaria esperienza mistica che poi lui stesso raccontò.
Da quel momento in poi sarà sempre più in contrasto con i teosofi insistendo sull`inutilità dei riti liturgici per la crescita spirituale e rifiutando il ruolo di autorità finché dopo una lunga riflessione, all`età di 34 anni (nel 1929), all`Hollywood Bowl di Los Angeles davanti a sedicimila persone ruppe infine gli indugi dichiarando:
"A che serve avere dietro migliaia di persone che non ascoltano, imbalsamate nel pregiudizio, che non vogliono il nuovo, ma preferiscono adattarlo al proprio sterile, stagnante Io? Dipendete da qualcun altro per la vostra spiritualità e la vostra felicità, e dovreste cercare dentro di voi. Quindi, a che serve un`organizzazione?".
Sciolse così l`Ordine della Stella e cominciò a viaggiare per il mondo fino all`età di novant`anni esprimendo il suo pensiero, basato su una assoluta coerenza interiore e una indipendenza totale da qualunque tipo di organizzazione. Concluse il suo ciclo terrestre il 17 febbraio 1986 a Ojai Valley, in California.
Krishnamurti ha trascritto, a soli 13 anni, gli insegnamenti del suo Maestro Kut Humi che, con grande chiarezza e semplicità, guida il giovane allievo a raggiungere la prima Grande Iniziazione.
In questa serie di discorsi tenuti a Ojai nell’estate del 1955, Krishnamurti invita i presenti a mettere da parte tutte le conoscenze accumulate dall’uomo per indagare con una mente nuova, che non si affida più al paragone con le esperienze precedenti, i grandi problemi che affliggono l’umanità.
Dal diario tenuto da Krishnamurti possiamo vedere in che misura i suoi insegnamenti siano ispirati dalla sua attenzione per la Natura e quanto sia acuta la sua capacità di osservazione.
"La verità è una terra senza sentieri". A questo principio si attenne per tutto il resto della vita, rifiutando di considerarsi un maestro. Krishnamurti scrisse più di cento libri e tenne conferenze in ogni parte del mondo, fondando numerose associazioni all'insegna della libertà dello Spirito.
Il messaggio di Krishnamurti è rivolto alla liberazione interiore dell’uomo, come premessa per apprendere l’arte di vivere. In queste lezioni libera in tutta la sua forza di suggestione quel senso di autonomia e sacralità dell’uomo che costituisce la cifra più alta e peculiare del suo insegnamento.
Come scrive Aldous Huxley nella prefazione, per ogni individuo il problema umano centrale può essere risolto in un solo e unico modo: da se stesso e per se stesso. È questo l’insegnamento di Krishnamurti, reso in un linguaggio libero da inibizioni e ipocrisia.
Nelle parole del Maestro si sente vibrare il retaggio della millenaria tradizione spirituale indiana, rivitalizzato però dal confronto audace con la modernità, la coscienza delle ingiustizie e delle sofferenze del mondo contemporaneo. Krishnamurti non offre risposte, ma domande stimolanti.
Le esplorazioni e le indagini di questo libro aiuteranno il lettore avanzato a chiarire ciò che Krishnamurti intende per autoconoscenza, per 'osservare senza l’osservatore', per dualità e stato olistico, per 'radice centrale della paura'.
Krishnamurti si addentra nei problemi psicologici del vivere in pace in un mondo violento. Il libro è rivolto a tutti coloro che vogliono trovare una sintesi tra la bellezza potenziale della vita e il caos brutale che ne ha fatto l’uomo.
Krishnamurti ribadisce il suo messaggio, semplice e al tempo stesso rivoluzionario: il rifiuto di ogni religione istituita, di ogni autorità spirituale e, insieme, la profonda fiducia nella natura dell’uomo, in grado di trovare in se stesso quella luce che ha cercato per secoli, inutilmente, all’esterno.
Un libro nuovo e diverso, scritto direttamente da Krishnamurti stesso riportando i suoi pensieri e le sue esperienze. Iniziato nel 1961, più che un vero diario, è una testimonianza diretta della sua asciutta e vigorosa spiritualità.