Yoga, dal sanscrito yuj che significa congiungere, è l`unione spirituale dell`individuo con il Divino, a livello trascendentale (al di sopra dell`Universo), cosmico (universale) oppure individuale, uno stato di coscienza senza limiti parallelo alla maya, l`illusione della realtà manifesta.
Lo yoga è essenzialmente una scienza, la scienza dell`anima, tramandata ininterrottamente nei millenni da saggi illuminati. La leggenda narra che un giorno un pesce, nuotando nelle acque dell`Oceano Indiano, si trovò a passare nei pressi di una caverna, affascinato da una voce melodiosa. Era il dio Siva, intento ad illustrare alla sua amata sposa Parvati le magiche posizioni (asana) da lui stesso create e riservate esclusivamente agli dèi.
Il pesce, ascoltando questi insegnamenti, subì una radicale metamorfosi che lo trasformò in uomo. Da allora, Matsyendra, che in sanscrito significa appunto "pesce fatto uomo" o "signore dei pesci", tramandò in gran segreto le tecniche apprese dal dio ai suoi discepoli, divenendo così il primo yogin.
Eco di una casta di iniziati universale, incaricata di diffondere verità esoteriche nel globo a beneficio dell`intera umanità, affine agli Oannes mesopotamici, fedeli al dio Enki, che indossavano vesti cerimoniali ittiformi terminanti in una testa di pesce.
Il testo sacro che parla di yoga in maniera significativa è la Bhagavad Gita, il Canto del Beato, parte del poema epico Mahabharata mentre una prima e valida codificazione avverrà per opera di Patanjali nei suoi Yoga Sutra.
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Edizioni Mediterranee
a cura di Swami Prabhavananda e Cristopher Isherwood
Nessun'altra opera, prima e dopo di questa, è apparsa altrettanto preziosa e illuminante per la conoscenza di che cosa sia lo yoga, quele siano i suoi scopi, i metodi, i poteri, e quale liberazione possa donare.
Le ricostruzioni estremamente efficaci e toccanti delle conversazioni che Mère teneva ai discepoli negli anni 1930 e 31 in una sala dell'Ashram di Pondicherry. Sono tracciate, con molta semplicità ma con altrettanta chiarezza, le linee fondamentali dello yoga di Sri Aurobindo.
I 196 aforismi (divisi in quattro capitoli) o sutra di Patañjali, la summa dello yoga, nel commento di un grande maestro del Novecento alla luce della sua pratica e della sua esperienza, conscio che, essendo lo yoga un oceano di sapere, la sua opera sarebbe stata una goccia nell’oceano.
Nella pratica dello Yantra yoga tibetano il respiro si coordina con i movimenti del corpo per acquisire il controllo dell’energia vitale. La mente si concentra su specifiche visualizzazioni per liberarsi dai pensieri distraenti e raggiungere uno stato di profonda quiete meditativa.
Nella sua vera accezione yoga significa "unione", "reintegrazione": ricongiungere o "colmare la scissura" tra la coscienza individuata e la Coscienza universale. Raphael offre in quest'opera una sintesi conoscitiva e operativa dei vari sentieri yoga: Hatha, Karma, Bhakti, Raja, Jñana e Asparsa.
Questa notissima opera che ha visto la luce diversi secoli fa grazie al Saggio Gheranda, e che appare finalmente anche in lingua italiana, è un trattato di Hatha Yoga che espone in forma graduale e spiega didatticamente tutte le tecniche dell'Hatha Yoga fino alle diverse forme di Samadhi.
L'opera ha un carattere illuminante circa la missione di Aurobindo, quella di trovare ed esprimere il Divino nell’uomo. Non si tratta di un miglioramento, ma di una radicale e completa trasformazione: una più alta coscienza del Sé.
L’efficacia dei mantra quale ausilio per la meditazione è indiscussa, tuttavia molti ritengono che le sillabe stesse siano sature di poteri meravigliosi. John Blofeld, ben noto studioso della contemplazione yogica buddhista, spiega il significato e la funzione di queste sacre «parole di potenza».
Una guida concreta per integrare la ricerca interiore con le esigenze della vita quotidiana. Profondo e commovente, a volte allegro, sempre pratico, il libro ci conduce alla focalizzazione immediata su antiche verità.
Desikachar è uno dei più noti maestri di yoga, e ha avuto tra i suoi discepoli anche Krishnamurti. Qui offre una spiegazione di tutti gli elementi dello yoga, e mostra come lo studente possa sviluppare una pratica che si adatti al suo stato di salute, età, professione, stile di vita.
Il libro racchiude tecniche di yoga indiano e tibetano e, soprattutto, inedite pratiche di potere caucasiche di origine zoroastriana che, secondo alcuni studiosi, sono le medesime che apprese Gurdjieff nella sua giovinezza.
L'autore introduce il lettore nella storia delle varie tradizioni yogiche guidandolo abilmente attraverso la loro complessità e dimostrando i legami storici che uniscono le diverse forme di pensiero, senza tirarsi indietro di fronte alle contraddizioni.
Il libro raccoglie per la prima volta tutti i resoconti esistenti riguardo una discendenza ininterrotta di maestri spirituali, allo scopo di fornire al lettore una relazione completa e fedele di un'antica e profonda tradizione che conduce alla libertà spirituale e alla suprema conoscenza interiore.
Il Mantra Yoga si propone di portare il praticante verso una dimensione di costante armonia con il cosmo, inducendolo a scoprire come le onde fluttuanti che percorrono l’Universo siano intrise di suono, luce e colore, e come la medesima vibrazione cosmica sia presente nel suo stesso essere.
Il libro si propone di spiegare con chiarezza i principi, i fini e le tecniche dello yoga, colmando le lacune che ancora esistono in Occidente sull'argomento e sfatando molti errati preconcetti.
Tecniche yoga di respirazione per il benessere psicofisico. Il testo è stato integralmente ritradotto da naturopati esperti, con terminologia scientificamente accurata e moderna, nel totale rispetto dell’edizione originale inglese.