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Sciamanesimo

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La parola sciamano sembra derivare dal termine saman, o samen, che presso i tungusi siberiani designa gli operatori medici che agiscono in stato di trance, altri sostengono che invece provenga dal sanscrito sramana o dal pali samana e significhi “uomo ispirato dagli Spiriti”, “portatore di energia”, “uomo saggio”, “colui che vede nell`oscurità”.
Mircea Eliade, nel suo meraviglioso libro Lo Sciamanismo e le tecniche dell`estasi, definisce lo Sciamanesimo tecnica primordiale dell`estasi.
Solitamente lo sciamano gode di una relazione privilegiata con una o più entità divine, gli Spiriti Guida, sotto forma di animali di potere o antenati ancestrali, che lo ispirano con un sogno o una visione spontanei e terrificanti. Tale iniziazione prepara il neo-sciamano ad avere contatti con il “mondo altro” che raggiungerà tramite una danza estatica, accompagnata dal ritmo ossessivo dei sonagli o del tamburo, o con allucinogeni vegetali.
Al proposito, illuminante l`intuizione dell`etnobotanico Jonathan Ott: “L`abitazione invernale, la yurta, aveva un buco per il fumo nel tetto, sostenuto da un palo di betulle. Nelle feste di mezzo Inverno lo sciamano entrava nella yurta attraverso il buco del fumo, celebrava i suoi riti, saliva per il palo di betulla e se ne andava. Santa Claus è vestito di rosso e bianco, i colori dell`amanita. Entra ed esce dal camino, e ha le renne. Anche Santa Claus vola, una facoltà che è propria altresì dello sciamano”.
Nelle dimensioni parallele, raggiungibili con il viaggio astrale, lo sciamano incontra gli Spiriti che lo fanno a pezzi, lo svuotano degli organi interni, inserendo al loro posto piccoli frammenti di cristallo di rocca e un serpente nella testa. Riportato in vita, apprende il linguaggio segreto e le caratteristiche degli Spiriti. Al risveglio lo sciamano sarà in grado di curare le malattie, divenendo uomo di medicina e profondo consigliere spirituale riverito fra la sua gente.
I viaggi sciamanici più antichi, secondo Graham Hancock, compaiono nelle caverne europee di 40.000 anni fa, affrescate con dipinti di matrice psichedelica pieni di simboli vividi presenti in ogni tradizione e sopravvissuti nel tempo in quanto Archetipi universali.
Emblematico è, infatti, un passo del trattato Intorno alla virtù dell`ermetico Zosimo di Panopoli vissuto nel III sec. d.C.: “…`Sono Ione, sacerdote del più riposto santuario e mi sottometto a insoffribile tormento. Uno venne in fretta di prima mattina e mi traffise con una spada e mi fece a pezzi, ma in modo che l`ordine delle mie membra fu preservato. E trasse la cotenna della mia testa con la spada che maneggiava con forza, e mise insieme le ossa e le carne e con le sua mani le arse sull`altare, finchè m`avvidi d`essere tramutato e diventato Spirito`…”.